“Ho perso Leo”: smarrito un leopardo. O una bufala?

15 05 2008

C’è chi mette gli annunci per ritrovare il chihuahua o il micetto scappato, e c’è chi mette appelli su Internet per annunciare di aver smarrito il proprio leopardo. Questa è, perlomeno, la curiosa storia proposta dal sito Hopersoleo.

Lo sconsolato proprietario dice di averlo perso il 28 marzo scorso. “L’ultima volta è stato visto mentre saltava il cancello del vicino alto quasi 4 metri”, dice il sito.

Ma stranamente il sito non fornisce indicazioni sul luogo dello smarrimento o su come contattare il proprietario, né nel sito principale né in quelli collegati su Myspace, Facebook e altri siti molto popolari.





31 03 2008

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La rivincita dei “nerds”

26 11 2007

2007_10_abie1.jpg Luxury casual addio. Sembra non essere più prerogativa di bei ragazzi magri e slanciati, l’abbigliamento della nota marca “Abercrombie & Fitch”. Un gruppo di giovani si è radunato recentemente a Central Park, per protestare contro l’immagine troppo perfetta che il negozio da di se, tralasciando quella fascia di clientela che per eccesso di grasso, non può permettersi di indossare i capi di Abercrombie. Così le “simpatiche canaglie”, con le loro pance o al contrario con le loro anonime ossa, hanno organizzato una “retata” al vicino punto vendita della Fifth avenue, ed hanno girato senza capi per tutto il negozio, suscitando stupore per la clientela e per il personale impiegato. All’inizio la cosa è stata vista in maniera divertente, tanto che la clientela ha pensato si trattasse dell’ennesima trovata pubblicitaria. Piano piano sono cresciuti i malumori all’interno della boutique, ed è dovuta intervenire la sicurezza a cuasa di questi ragazzotti un po’ maleducati. Putiferio, musica abbassata e luci piene per la prima volta nel megastore della Fifth, notoriamente luogo simile ad una discoteca. Forse Abercrombie non farà una linea per “nerds”, ma almeno hanno avuto la loro piccola rivincita!





The Eyebrow Bar….

5 11 2007

C ‘ era una volta l’epoca dei “Nail Bar“, dove le donne impazzite erano disposte a fare ore di fila per avere le unghie più cool del momento.

Oggi il dettaglio beauty più in voga a New York sono le sopracciglia, ed ovunque spuntano gli “Eyebrow Bar“. Dove con “4 minute lift” ti verrà cambiatolo sguardo.

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Per scegliere il vostro nuovo look consultate il libro ” The Eyebrow” , storia delle sopracciglia dal ‘900 ad oggi, scritto da Robyn Cosio la guru del BEAUTY.

P.S. : ATTENZIONE A NON ABUSARE CON LE PINZETTE !!!





Vai dove ti porta il cuore…. ma osserva lo Shabat!

3 11 2007

 

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Si può essere newyorkesi anche nella religione? Sembra proprio di si. Spulciando tra le varie confessioni presenti a NY, ci accorgiamo di trovare una Sinagoga. Fin qui nulla di strano, se si considera che a New York ci sono più ebrei che a Gerusalemme. Il fatto è che la Congregation Beth Simchat Torah, questo il nome corretto, è il primo luogo di culto ebraico, interamente per gay, lesbiche e transgender. Fondata nel 1973 da un gruppo di ebrei, la congregazione ha come compito quello dell’assistenza a persone disagiate, alle loro famiglie e i loro amici. Da anni impegnata nell’osservanza di rituali e programmi di azione sociale, ha come obiettivo lo sviluppo delle famiglie in tutte le sue forme. I membri di questa associazione gay o lesbiche o transgender che siano, sono più di 800 e partecipano attivamente alla vita della comunità, e lo spirito che anima le attività, è cercare di stimolare le persone di tutti gli orientamenti sessuali ed il loro modo di vivere l’ebraismo. Tanto è che nel 2004 è stato accolto il primo studente rabbinico interamente transgender Reuben Zellman. In più, da anni la piccola comunità organizza discussioni e tavole rotonde sul rapporto tra ebraismo e omosessualità, come quella dell’aprile 2005 intitolata : God created them male and female [and every combination in between]: Gender Identity, Intersexuality, and Transsexuality. Per chi è curioso delle attività segnaliamo il sito : www.cbst.org. Vai dove ti porta il cuore…. ma osserva lo shabat!





IL PADRINO SALVA IL SINDACO…

3 11 2007

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“Direi che è un voto guadagnato”. Ci scherza su, l’ex sindaco di NY Rudolph Giuliani in merito al piano della mafia per uccidere il politico. Il network CNN ha rivelato che il neo candidato alla presidenza degli Stati Uniti per i repubblicani, ha rischiato la vita . Questi i fatti : negli anni 80’ Giuliani era un rampante procuratore generale di Brooklyn ed aveva il chiodo fisso di eliminare la mafia a New York. Fu così che l’allora “primo ministro” di cosa nostra, John Gotti riunì in commissione tutte le famiglie interessate all’azione dell’inchiesta. Nel famoso summit parteciparono famiglie del calibro dei Genovese, Lucchese, Bonanno, per discutere appunto sull’opportunità di fermare con un atto estremo l’azione di Giuliani. Sempre secondo l’emittente televisiva, Giuliani scampò per due voti favorevoli alla sua morte contro tre contrari. Le nuove rivelazioni sono emerse nell’ambito di un’indagine a Brooklyn, contro l’ ex agente dell’ FBI Lindley De Vecchio, per aver passato informazioni riservate ad un confidente della mafia, che hanno in seguito portato a 4 omicidi.

Come a dire: anche questi sono voti utili!





L’Apple Store di Manhattan…su Second Life !

2 11 2007

Amanti del Mac, ma molto lontani da Roma (sede di un Apple Store ufficiale della piccola mela) o amanti di New York (la città della Grande Mela) o se siete semplicemente estimatori della comunità virtuale di Second Life, non perdetevi questo video sull’Apple Store virtuale di New York. Il negozio riproduce esattamente quello situato sulla 5a strada di Manhattan, quello con il cubo di cristallo, aperto 24 ore su 24.

[via|theapplelounge.com]





New York: la gente non dimentica, l’amministrazione si. I morti, che dividono l’America

2 11 2007

 

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La salute peggiora di giorno in giorno. I polmoni si consumano ogni attimo che passa, e per loro niente giustizia. Le squadre di soccorso che negli attimi successivi agli attacchi al WTC dell’ 11 settembre, chiedono di essere ascoltate: da anni alle prese con problemi di salute, soprattutto di natura respiratoria, dovuta alle esalazioni tossiche delle macerie. Giorni interi di lavoro, tra le esalazioni di più di 200.00o tonnellate di alluminio, 5.000 di amianto e più di 400.000 metri cubi di cemento armato bruciato Invalidi ormai al 100% i soccorritori, stanno da anni chiedendo un incontro sia al presidente Bush, sia al sindaco di New York Bloomberg, per discutere dei gravi problemi di salute di cui soffrono coloro che all’indomani della strage furono definiti “eroi”. Più di 20 ore al giorno di lavoro, sotto le macerie tirando fuori i corpi, non sono bastati questi fatti ad attirare su di loro l’attenzione, se è vero che il l’amministrazione Bloomberg ha speso circa venti milioni di dollari per respingere le richieste di risarcimento degli “angeli in uniforme rossa”. Ormai i morti in conseguenza delle torri crollate aumentano a dismisura e le loro storie stanno commuovendo tutta la nazione.

 

 

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Alcuni di loro come James Zadroga o Steve Johnson sono morti ancora giovani, e le loro famiglie stanno portando avanti una battaglia legale che è anche una lotta contro chi troppo in fretta li ha incensati, contro chi prima ha scimmiottato i valori di dignità, giustizia e libertà ed in seguito ha adottato la strategia dell’indifferenza





Sarabeth’s New York: biscotti, marmellate e pancakes

2 11 2007

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Tutto è cominciato nel Dicembre del 1980 quando, lei, Sarabeth riportò in vita una vecchia ricetta segreta di famiglia di una fantastica marmellata.
Da quel giorno, l’amore, la dedizione e la cura quasi maniacale per gli ingredienti e l’arte culinaria, l’hanno portata a creare dei veri e propri “regni” per la prima colazione nella città di New York.

Ogni mattina il rito dell’american breakfast si ripete sempre allo stesso modo. Caffè e spremute d’arancia freschissima, scones, muffin alla frutta, frittelle con sciroppo d’acero, french toast e crepes, torte e biscotti profumati.

Quando si parte per un viaggio a New York, avrete senz’altro lo zainetto pieno di guide che reclamano questo o quel locale, insieme a mucchi di foglietti scarabocchiati con i consigli di amici, parenti. Ignorateli. Prendete un taxi (o fate una passeggiata) e venite qui.

Per gli amanti del salato, l’esperienza si fa ancora più interessante: famose le eggs benedict con salmone, le uova superlative in ogni maniera, toast e tanti piatti che vengono serviti lungo tutto l’arco della giornata.

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Nel negozio si vende tutto quello su cui l’occhio può cadere, barattoli di conserve di tutti i colori e formati, contenitori pieni di biscotti. Tra i nostri piatti preferiti, sicuramente morbidi pancake, frittelle americane, la cui ricetta è custodita gelosamente e per la quale Sarabeth non è certo famosa per niente.

Ricetta per 6 persone

Tempo di preparazione: 6 minuti
Tempo di cottura: 2 minuti

Ingredienti:

  • 1 tazza di farina OO
  • 1 tazza di farina integrale
  • 1 cucchiaio da tavola di lievito
  • 2 cucchiai da tavola di zucchero
  • ½ cucchiaino di sale
  • 2 tazze e ½ di latte
  • 2 grandi uova, separate
  • Burro non salato
  • Sciroppo caldo d’acero, e Burro non salato da servire al momento

- In un grande contenitore, sbattete insieme le farine, il lievito, lo zucchero e il sale formando la classica ” fontana”
- In un contenitore medio sbattete il latte e i tuorli d’uovo e versate la miscela nella fontana
- Per mezzo di un cucchiaio di legno, mescolate fino a formare una pastella.
(non vi preoccupate se rimane qualche grumo, è previsto)
- Montate a neve i bianchi d’uovo e uniteli delicatamente nella pastella
- Preriscaldate una larga padella da crepes unta con burro
- Calcolate ½ mestolo di preparato per ogni pancake e versatelo quindi sulla padella ben calda
- Lasciate cuocere fino a che delle bolle molto piccole non compaiano sulla superficie della pastella, circa 1 minuto.
-Girate con attenzione i pancake fino a che anche l’altro lato non sia colore marrone dorato, circa 1 altro minuto.
- Servite le frittelle ben calde, con lo sciroppo d’acero ed il burro

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Dalla Transilvania a Broadway.

29 10 2007

 

 

 

 

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E’ vivo! E’ vivo! Vivo vivooooo!!!!. Parole di Gene Wilder e musica di Mel Brooks. Di cosa stiamo parlando? Ma del capolavoro della comicità cinematografica per antonomasia: Frankenstein Junior, che finalmente è arrivato sui palcoscenici di Broadway l’ 8 di novembre tutto per voi. Lo spettacolo nella sua trasposizione a teatro, è diventato musical, gli interpreti sono star della tv americana. Nella riproposizione dal vivo, il celebre cult, perde sicuramente di incisività, ma noi fans sfegatati della storia non stiamo certo a cercare il pelo nell’uovo. C’è grande curiosità riguardo le musiche e i testi delle canzoni, di cui si è personalmente occupato lo stesso Mel Brooks. Infatti il genio della satira e della farsa in America, ha avuto un passato da musicista ed ha personalmente collaborato alla stesura degli arrangiamenti. La parte del dottore è affidata a Roger Bart, che ha già lavorato con Mel Brooks in “The producers”. Megan Mullally è invece Elizabeth, fidanzata e storica finanziatrice di Frederick. La Mullally è nota anche in Italia per aver preso parte alla serie “Will & Grace”, in cui interpretava Karen Walker. Infine Igor (Aigor), che nel film era Marty Feldman, un attore dal triste destino il cui più di tutti l’espressione del viso si è vincolata a questo personaggio, verrà riproposto da Christopher Fitzgerald. C’è da giurare che il povero Fitzgerald sarà atteso al varco da un’ordata di critiche puriste (a cui preventivamente ci associamo, perché Aigor è Aigor). Lo spettacolo sarà allestito all’ Hilton Teathre, sito tra la 42esima ovest e la 213. Il prezzo del biglietto si aggira intorno ai 155 euro. Per ulteriori dettagli segnaliamo il sito: www.youngfrankensteinthemusical.com.

Speriamo che per andarlo a vedere non occorra un cervello abnorme o un enorme shwanshtuck!





Bloomberg dichiara guerra all’obesità

27 10 2007

 

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Al ristorante con la calcolatrice. Non per fare i calcoli di cosa stiamo spendendo, quanto piuttosto delle calorie che stiamo assumendo. E’ la nuova trovata del sindaco Bloomberg, che ha avviato una vera e propria caccia all’obesità. Nel nuovo provvedimento, i ristoranti con più di 15 sedi in tutto il paese, saranno obbligati ad esporre il numero delle calorie accanto ai prezzi. La decisione segue di poco tempo il divieto di usare nei ristoranti alcuni grassi ritenuti troppo pericolosi per la salute. Nel varare tale precauzione, Bloomberg spera di stimolare nel consumatore la consapevolezza dei rischi che corre, dovuta ad un’alimentazione fuori controllo. In una recente statistica, quasi il 65 per cento degli abitanti di New York è in sovrappeso (ti credo! Con il piatto tipico che è l’hot dog del carrettino all’angolo della strada), e la legge mira proprio ad informare in tempo reale per prevenire od attenuare malattie dovute ad un’errata alimentazione, come il diabete. Thomas Frieden, commissario per la salute della città (che geni questi newyorkesi, pure un’assessorato apposta per la salute della città), ha dichiarato al New York Times, che la nuova norma non verrà utilizzata da tutti, ma chi lo farà avrà sicuramente benefici per la sua salute. Freddo è stato il commento dell’associazione dei ristoratori della City: pur non presentando ancora ricorso, il portavoce Chuck Hunt ha dichiarato che la nuova regola da un messaggio distorto: il numero delle calorie, non è infatti l’informazione più importante quando si consuma un piatto. E’ in corso la nuova guerra preventiva, ma stavolta l’asse del male è formata dal diabete e dal colesterolo!

 

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… Dove eravamo rimasti …???

25 10 2007

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Eccoci qui, era da un po’ di tempo che mancavamo all’appello. Colpa dell’inesperienza da “bloggers” cari amici e amanti della “Big Apple”. Risolti alcuni problemi tecnici, possiamo rituffarci in questa meravigliosa esperienza sensoriale che è New York. Eroica, dalle mille risorse, multiculturale: questa è la città di cui amiamo dar notizia, per mezzo delle conturbanti note di George Gershwin, delle sofisticate atmosfere del sempre eterno Frank Sinatra, ma anche attraverso le nevrosi e i deliri descritti in quel capolavoro di Woody Allen che è “Manhattan”.

 

 

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Perché è questo, cari signori, una delle intenzioni principali di questo spazio sulla rete: raccontare di New York, farla rivivere a chi l’ha vista ma non riesce a distaccarsene, ma anche farla scoprire a chi l’ha sempre agognata, in tutti i suoi vizi, le sue virtù, le sue contraddizioni. Le mordacità chiassose della 5th avenue, le frenesie isteriche di Wall Street, ma anche le bellezze camaleontiche di Soho e Tribeca due tra i quartieri più esclusivi del mondo. Che cosa è che rende speciale questo luogo? Il senso di profonda compartecipazione alle attività della grande mela. Ci sentiamo tutti americani, anzi newyorkesi, quando passeggiamo per Broadway, per Times Square e per Lexington avenue. Condividiamo i ritmi di vita, il parlare dritto in faccia, gli i- pod che escono fuori dalle giacche quasi chiedendo scusa, i computers portatili, il frappuccino di Starbucks e desideriamo in maniera ossessiva far parte di questo universo così distante dal nostro. Forse è proprio questo che ci attrae: la possibilità di toccare con mano un punto di rottura talmente forte con le nostre consuetudini, che quasi non riusciamo a crederci e non vogliamo più mollare. Più che mai, il ruolo che negli anni si è ritagliata la “città che non dorme mai”, è stato quello di veicolare i nostri sogni e le nostre speranze: se arriviamo a vivere a NY, vuol dire che ce l’abbiamo fatta, siamo forgiati da quel sentimento di alienazione che è tipico delle grandi metropoli, ma non della nostra, che è lo specchio fedele di quell’ America dove “in ogni momento uno schiavo può diventare padrone”, per dirla con le parole di un famoso storico. Possibilità infinite si celano dietro ogni angolo e in ogni epoca, Jean Michel Basquiat negli anni 80’ ha incendiato una generazione con la sua arte visionaria disseminata per tutta NYC, che fece degli yuppies un vero e proprio fenomeno di costume, tanto da ridare speranza ad un’intera nazione da prendere come esempio. La “reaganomics”, politica monetaria statunitense anni 80’ voluta dall’allora presidente Reagan, instillò un profondo ottimismo non solo negli Usa ma nel resto del mondo, di cui New York era la più spettacolare cornice, rappresentata da una numerosa cinematografia che va da “Wall Street” di Oliver Stone a “Il segreto del mio successo”, film diversi tra loro, ma capaci mettere in scena il sentimento di edonismo e fiducia nelle proprie capacità, che nella city possiamo trovare in ogni angolo. Non è un caso se proprio da queste parti, si sia affermata l’arte del teatro: la east coast è per tutti il regno della vera recitazione, quasi a rimarcare fieramente la differenza con Hollywood, a rivendicare una singolarità aristocratica e a connotare una differenza che sembra dirti:” Ehi qui siamo a New York, il resto è chiacchere!”.

Auguriamo a tutti voi uno splendido viaggio, sperando di condividerlo insieme il più a lungo possibile……..

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Stravolgimento dello skyline di New York !?!

21 09 2007

Il noto immobiliarista Sheldon Solow, intraprenderà uno dei progetti più ambiti della città di New York, la rivalutazione immobiliare ed economica della costa est di Manhattan.

 

 

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Le nuove costruzioni cominceranno a sud delle Nazioni Unite. Il complesso sarà composto da sei torri di vetro, le quali potranno cambiare la vista dello skyline. Il quotidiano Sun, prevede nel nuovo progetto una nuova “Gold Coast” lungo la Midtown.





Scoop! Sex and the City… il film: Sarah J. Parker sulla 5th Avenue a girare il trailer.

21 09 2007

Queste sono le prime foto (vere) di Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker), e Mr. Big (Chris Noth), a New York City nel set di

Sex and the City: The Movie.

 

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Mercoledì 19 settembre, sono cominciate le prime scene davanti l’ Academy of Sciences di New York (tra 63rd Street e Madison Avenue).

 

 

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Dov’eri? Cosa facevi? Cosa pensavi? Era l’11 Settembre del 2001, e il mondo non sarebbe stato più lo stesso…

21 09 2007

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Tutti gli americani di una certa età dicono di ricordarsi dov’erano e cosa facevano quando Kennedy è stato assassinato a Dallas. Tranne uno: Kennedy.
(Tullio Avoledo, Lo stato dell’Unione)

L’11 settembre 2001, intorno alle 8.45, le 14.45 in Italia, cominciò a diffondersi la notizia che un velivolo si era abbattuto contro la torre nord del celebre World Trade Center di New York.
All’inizio non si capiva bene cosa stesse accadendo, ad alcuni sembrava un incidente, ma le informazioni giungevano confuse e via via più drammatiche, finchè alle 09.03, le 15 italiane, quando oramai le telecamere di tutto il mondo inquadravano il complesso delle Twin Towers, un secondo aereo di linea si schiantava contro la torre sud.

L’11 settembre 2001 è il giorno del più grave attentato terroristico di tutti i tempi, vissuto in diretta da centinaia di milioni di persone.

Per ricordarlo, raccontate a noi e agli altri lettori come avete vissuto quelle ore: dove eravate, come avete seguito le notizie, e cosa avete pensato.

L’11 settembre 2001 è diventata, soprattutto per l’Occidente, quello che, per l’America contemporanea, prima era stata il 22 novembre 1963, il giorno dell’assassinio di John F. Kennedy. Ossia una data per la quale molti di noi sono in grado di ricordare cosa stavano facendo. Raccontacelo!





Nuova Trump Tower… a Soho ?!?

20 09 2007

 

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Continuano a SoHo le ormai furibonde contestazioni legali e pubbliche per la :

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Il Nuovo condominio/hotel a cinque stelle del famosissimo e ricchissimo Donald Trump sembrerebbe che non conosca ostacoli.

L’inaugurazione del Trump Soho è previsto fine 2009.

Le caratteristiche del condo/hotel sono di prima qualità.

 

  • 413 unità condominiali (da 40mq. ad un max. di 74mq.).
  • Suite e penthouse con vista mozzafiato sulla città a 360°
  • Oltre 600mq. di SPA (centri benesseri) e fitness center
  • Piscina riscaldata con servizio spogliatoio privato
  • Spazio Commerciale (negozi e servizi)
  • Ristoranti caffè e Bar
  • Ingresso lounge
  • Centro Business e conferenze
  • Portierato 24ore
  • Servizio in camera 24ore
  • Servizio SPA in camera.

Inutile chiederci chi vincerà, il progresso ed il business sono l’anima di New York, specificatamente Manhattan. Il conservatorismo deve esser lasciato ad altre città (forse?).

 





Yotox vs. Botox

20 09 2007

 

Annelise Hagen impazza la “Grande Mela”.

 

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Ex attrice, oggi istruttrice di yoga, Annelise dichiara guerra alle sostanze artificiali ed ormai invasive, con il suo libro “The Yoga Face “.

 

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Il New York Health Racquet Club ( 57th St. e Lexington), propone lezioni direttamente con la ormai famosa trainer. La lezione comincia con una normalissima lezione di yoga, per poi puntare alle posizioni più interessanti specifiche del viso. La lezione singola ha un costo di 30$ .

P.S. : se nei prossimi giorni incontrerete gente ferma ad un semaforo o in sala d’attesa di qualche studio ed avranno una smorfia poco chiara, siate comprensivi… Magari la boccaccia non era diretta a voi, ma era soltanto una forma di rilassatezza e ginnastica facciale.

 





The Party Ride la festa non si ferma mai !

16 09 2007

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Stanchi del solito “tram-tram” !!!

Invece di festeggiare la vostra festa nel solito locale, è ormai moda a New York noleggiare un intero bus.

I bus sono dotati di tutto il necessario per animare la serata da: stereo, luci, dj, bar, divani in pelle e palo per la lap-dance.

La Party Ride offre servizi di: addio al celibato e nubilato, feste per matrimoni, bar/bat-mitzvah, serate romantiche, ecc.ecc.

 

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Colonial Williamsburg, una gita fuori porta da NY

11 09 2007

Volete godervi un week-end fuori da New York diverso dai soliti itinerari ?

Questa è la risposta.

 

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“A Colonial Williamsburg, vi invitiamo a vivere di prima persona l’esperienza dell’America coloniale e ad imparare della lotta per la libertà che si fece oltre 200 anni fa. I concetti di libertà e uguaglianza nati qui valgono per tutti i popoli e per l’eternità. Ci auguriamo che goderete la vostra visita nel passato americano.”

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P.S. : nel sito sono presenti delle pubblicazioni in italiano

 

 

 





La tragedia del 11/09/01 in ” 102 minuti “

10 09 2007

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Che cosa successe veramente nei 102 minuti che intercorsero tra l’impatto del primo aereo e il crollo delle Twin Towers? In questo libro straordinario sono ricostruite, minuto per minuto, le tragiche vicende delle tante persone che cercarono una via di fuga, a volte fortunata, a volte disperata; che consolarono e aiutarono i feriti; che con le mani si aprirono varchi tra le macerie, il fumo e il fuoco pur di sfuggire alla morte e mettersi in salvo.

P.S. : il libro è stato pubblicato nel  2005 (scusate il ritardo).